L'ingrediente del mese di gennaio: l'arancia

L'ingrediente del mese di gennaio: l'arancia

Protagoniste di un numero incalcolabile di ricette, le arance fanno la loro comparsa sulle nostre tavole a partire dal mese di dicembre e fino quasi a maggio. Si tratta di un agrume invernale importantissimo per il nostro benessere, perché ricco di sostanze come le fibre, gli antiossidanti e le vitamine A, B e C, indispensabili per prevenire alcuni mali stagionali e rafforzare le nostre difese immunitarie. Come se non bastasse, il loro sapore leggermente asprigno, ma dolce, è capace di conquistare qualsiasi palato. Chi sa resistere al connubio di sapori che si crea unendole insieme al cioccolato o alla pasta frolla? E chi è capace di rinunciare a una spremuta fresca e golosa?

Da dove vengono le arance: una storia lunga più di mille anni

Le arance sono un agrume che viene coltivato con profitto in tutto il bacino del Mediterraneo, ma anticamente erano originarie del sud est asiatico. Appartengono al genere Citrus e deriverebbero da un ibrido vecchio di circa 4000 anni. È da queste remote regioni che sono giunte fino a noi dal XI secolo, in piena epoca medievale e, probabilmente, in seguito alle Crociate, passando per la via della Seta e alle successive esplorazioni effettuate dai portoghesi nel corso dell'Età Moderna. Sono diffuse, oltre che in Italia, in Spagna e nel sud della Francia, ma come è accaduto per molti altri ingredienti, prima che diventassero un frutto immancabile in ogni casa sono dovuti passare… secoli, ebbene sì. Il motivo di questa scelta che può apparire strana, ma che, in verità, svela come le abitudini umane cambino nel corso del tempo, è anzitutto da imputare al fatto che la varietà di arance più diffuse era quella amara a discapito di quella dolce.

La fortuna delle arance è esplosa nel corso del Ventesimo secolo, quando il loro succo piacevolmente fresco è diventato una delle bevande maggiormente servite durante le colazioni statunitensi prima, anglosassoni poi. Oggi vengono coltivate con profitto soprattutto in Sicilia, in Puglia e in Calabria.

Arance dolci e arance amare: le varietà e i loro usi

Le arance dolci possono essere a polpa rossa o bionda: alcune varietà gialle sono le Belladonna, le navel e le Washington Navel. Le arance bionde maturano all’inizio della stagione invernale e sono di dimensioni piuttosto piccole. Chi generalmente non può mangiare questi agrumi perché soffre di gastrite, troverà dei benefici mangiando l’arancia vaniglia, una tipologia bionda e decisamente dolce, ma piuttosto povera di zuccheri. Tra le rosse, dette così a causa dei pigmenti contenuti al loro interno, troviamo le arance rosse di Sicilia, che vantano il marchio IGP e comprendono alcune deliziose varietà come il pregiato tarocco, insieme alle sanguinello e le moro.

Le arance amare sono le protagoniste di numerose ricette, tutte squisite. Danno vita a liquori e oli essenziali che vengono utilizzati per alleviare disturbi legati alla digestione, ma anche per realizzare delle deliziose confetture o la frutta candita.

Entrambe le varietà si gustano in molti modi differenti. Le arance sono ottime fresche e sotto forma di spremuta, per uno spuntino fresco, leggero e nutriente, da bere immediatamente per evitare che il succo si ossidi. Hanno il ruolo di protagoniste in numerose ricette sia dolci che salate. In particolare, in quest’ultimo caso la buccia è usata per marinare il pesce o la carne, ma non solo: nell’insalata siciliana fanno la loro comparsa insieme alle olive nere e ai finocchi, mentre per quanto riguarda l’ambito dolciario, abbiamo già parlato di che prelibatezza siano torte, ciambelle e crostate farcite con le arance.

Tutti i trucchi per scegliere le migliori

Dopo aver visto rapidamente le principali varietà di arance, scopriamo come scegliere nei migliori quando le acquistiamo:

  • Colore e profumo: assicurati che l’arancia abbia una buccia di colore vivo e un profumo intenso. Non deve essere né troppo verde, né troppo molle o, al contrario, dare la sensazione di essere secca.
  • Un indicatore per capire la freschezza dell’arancia è il picciolo: se presente deve essere di colore verde, perché indica che è stata raccolta da pochissimo tempo.
  • Mangiare le arance intere è il modo migliore per assicurarti di godere appieno delle loro proprietà: qualora preferissi bere una buona spremuta, sappi che quelle più adatte allo scopo sono quelle piccole e bionde, più ricche di succo. Per ottenere una bibita dolce e nutriente al punto giusto, prima di spremerle ti suggeriamo di immergerle per alcuni minuti nell’acqua calda.

Cosa aspetti a mangiarne una o a utilizzarla per realizzare una squisita torta farcita?

 
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